3 Aprile 2018 Alberto

Il Jazz piace. Speriamo.

Leggo e analizzo.  Il Jazz è da sempre sinonimo di qualità e professionalità. Quanta letteratura e cinema ne tracciano un profilo  pieno di sfumature e immaginazione. Buoni calendari e buone location ne fanno un prodotto da sostenere con pubbliche risorse. Non frequentare questi concerti, in epoca di vacche magre, è come buttare soldi dalla finestra. ANDARE.

é una forma di welfare. NON sottovalutatelo.

Torino Jazz Festival 29 e 30 aprile per me

Terje Rypdal
Banda Osiris
Nils Petter Molvaer
Jason Lindner
Melanie de Biasio 
Magic Malik
Riccardo Ruggieri
Fred Hersch

8 concerti… 48 Euro!!! tra cui due vere chicche come De Biasio (prima volta in Italia credo) e Hersch

La musica popolare direi commerciale e direi NON jazz soffre di manie di grandezza alla rovescia. Brunori Sas, un esempio veloce che mi viene in mente costa in Teatro minimo 30€. Poi ci metti l’apericenaconconcertolive la serata ti costa come l’abbonamento sopra citato per 8 concerti. Jovanotti negli stadi con genitore alle calcagne.. ci vogliono 120 € in due ( escluso il parcheggio ) . più o meno.

Gli autori / musicisti popolari della “vera” nuova musica italiana intanto si fanno la gara. Bello il logo, comunque. Quasi quasi lo rubiamo.

C’è un buco da qualche parte.

Torno a studiare la nuova legge sulla musica.

 

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