24 Luglio 2017 Alberto

Professionisti o no

MANCANZA DI MOTIVAZIONI

Il vero problema quindi non risiede nel mezzo utilizzato, né nella capacità di essere più o meno originali (“Non importa da dove prendi le cose”, scriveva Godard, “ma dove sei in grado di portarle”); la debolezza che percepiamo nell’arte di oggi – in quella più visibile, s’intende – coincide con un vuoto motivazionale. Raramente avvertiamo dietro alle opere quell’urgenza interiore che è da sempre il motore primario dell’arte. Ma questo non vuol dire necessariamente che quell’urgenza sia scomparsa. Magari è solo stata messa in minoranza, svalutata, ricacciata in basso nella scala dei valori. Una scala di valori che mette sempre al primo posto la capacità di promuoversi, di vendersi, di scalare il sistema fino alla sua cima. Ma da sempre i veri innovatori sono quelli che non hanno paura di sbagliare, di perdere, di andare controcorrente. E come scriveva Marshall McLuhan nel suo Il medium è il massaggio (1967), “solo l’amatore può permettersi di perdere”.

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