4 Ottobre 2017 Alberto

Londra we have a problem

Sempre grazie a che fare!

The clubbing map: cosa è successo alla “London nightlife”?

Le chiusure dei club londinesi stanno generando preoccupazione diffusa, sia per via del declino culturale che indicano, sia per via della crescente consapevolezza dell’impatto delle chiusure sulle altre attività economiche legate alla vita notturna e ai settori creativi. Negli ultimi anni è anche aumentata l’attenzione internazionale verso l’offerta culturale delle città e il modo in cui questa influenza la loro reputazione e il loro ecosistema creativo.

L’importanza del tema è riconosciuta: il sindaco di Londra ha istituito un assessorato alla vita notturna, con responsabilità riguardo all’economia e al dibattito scaturito dalla chiusura nel 2016, e successiva riapertura, del Fabric, uno dei  club più conosciuti di Londra. Si stima che l’economia della vita notturna londinese contribuisca con una cifra tra i 17 e 26 miliardi di Sterline (GVA) all’economia UK, e sostenga da sola 723.000 posti di lavoro.

L’economia della notte è parte integrante dell’ecosistema culturale della città con location che offrono spazi per performer e lavoro per artisti e designer. Spesso condividono anche gli spazi con altri organismi creativi e culturali come le gallerie d’arte.

Per offrire materiale al dibattito su questo tema, Nesta ha pubblicato mappa interattiva della vita notturna di Londra e delle sue chiusure, accompagnata da un’analisi.

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