18 Novembre 2017 Alberto

Cultura e bonus

Prendo spunto da questo articolo per parlare di bonus per la cultura.

Meglio che niente, direi. Intanto si prova con un intervento choc.

L’argomento è complesso e richiede cultura per affrontarlo. Qui un esempio.

Intanto i numeri (facili da recuperare) dicono un’altra cosa.

Che questo intervento aiuti a capire a come approcciarsi in futuro ? Me lo auguro .

1. Bonus cultura: è un buon intervento?

Ci sono diverse ragioni per cui penso che il bonus cultura sia una buona iniziativa.

Innanzitutto, non è mistero che l’Italia si caratterizzi per livelli di consumi culturali molto bassi rispetto al resto dei paesi OCSE. Oliviero Ponte di Pino (2017) presenta alcuni dati e purtroppo le ricerche OCSE successive non mostrano miglioramenti; non penso sia necessario dilungarmi sul fatto che questo sia un grosso problema, che ha ricadute profonde sulla “capacità di tenuta” del paese da un punto di vista sociale ed economico. Il Rapporto Annuale Istat 2017 propone dati preoccupanti in termini di consumi culturali: dal 2008 al 2016 si è verificato un aumento del 3,4% della quota di persone che non partecipa in nessun modo ad attività culturali, passando dal 34% del 2008 al 37,4% del 2016. Risulta eroso soprattutto l’insieme di coloro che partecipano a una sola o a due attività culturali, che passano dal 34,7% del 2008 al 32,7% del 2016. Le famiglie italiane destinano a ricreazione e cultura mediamente 130 euro al mese, un valore decisamente inferiore alla media UE28.

Una manovra che cerca di intervenire su un problema così importante mi vede favorevole “a prescindere”. Poi, certo, si può discutere sul fatto che sia una goccia nel mare e che possa essere utilizzata a fini propagandistici. Però, intanto, piuttosto che niente meglio piuttosto.

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