10 Ottobre 2017 Alberto

birre e musica

L’oggetto del post è per noi uno spunto di una importante riflessione. Qui solo un accenno. Spero simpatico.

I concertini (definizione ufficiale degli spettacoli dal vivo, saltuari in locali dove la musica è una attività accessoria rispetto all’attività principale) sono molto diffusi e spesso risultano essere l’unico spazio per promuoversi ed iniziate la propria attività di musicista.

La SIAE c’è ed esige che lo sfruttamento a scopo commerciale dei diritti d’autore venga riconosciuto .

Bene. Un concerto costa! La birra è buona.

Esco per vedere un concerto perché è gratis oppure perché la birra è buona?

Bene. Sopra un tentativo di sensibilizzazione . Non credo legittimo (siaie stima gli ingressi) ma è evidente la volontà di “pesare” l’investimento per il concerto.

Il lavoro del musicista diventa delicato.

Dischi , si scaricano

Cachet pagati dalla birra / quanta gente porti ?

SIAE che chiede e paga senza pietà 800000 € in un anno di diritti (sacri!!) per esempio a Dalla.

I Pink Floyd sono ancora con il nuovo master di Battisti in testa alle classifiche anche nel 2017. Why?

Mi piacerebbe riconoscere / apprezzare / pagare il lavoro di ognuno. Anche della birra. Separandoli per riconoscerli. Credo che così scattino leve interessanti di singole responsabilità.

Forse cosi mi creo un gusto e mi appassiono. Scelgo.

Quindi…

Se tutto è gratis il prodotto sei tu!

Approfondiremo e proporremo una soluzione . A presto

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